domenica 18 ottobre 2015

Perol carni, al via la settimana del bovino Agerolese


Prodotti di qualità allevati nell’incredibile scenario dei Monti Lattari - Penisola Sorrentina
Bovino di razza Agerolese in vetrina alla “Perol Carni”. L’azienda che opera all’interno di Eccellenze Campane, in via Brin a Napoli, lancia la settimana dedicata alla carne di questo animale davvero eccezionale. Una filiera, quella del bovino Agerolese che regala prodotti di altissima qualità e che per la prima volta è valorizzata in tutta la sua completezza.
Quando si pensa al “bovino Agerolese” il pensiero vola subito al prodotto più famoso derivato da questa razza ovvero il Provolone del Monaco DOP. Per la prima volta invece arriva in braceria e in macelleria alla Perol Carni anche la prelibata carne. Ad allevarli ci ha pensato l’azienda di Giosuè De Simone. Quest’ultimo, già presidente del consorzio di tutela del Provolone del Monaco DOP, con passione maniacale cura la salute ed il benessere dei suoi animali ripagato con latte di altissima qualità e carne di altrettanto pregio.
L’aria profumata e colorata dei Monti Lattari - Penisola Sorrentina, il nutrimento di prima qualità e il potersi muovere fra scenari naturali incantevoli rendono i bovini Agerolesi una razza eletta e fortunata. La qualità del latte è eccezionale. Si tratta di una razza di taglia media, resa unica da secoli di selezione in un ambiente avverso, privo di pascoli, e per lo più tenuta in ricoveri di fortuna, alimentata con "frascame" locale ed anche per questo la carne ha eccezionali proprietà nutritive.
La storia racconta che la paternità della razza Agerolese è attribuibile al generale Paolo Avitabile. Si trasferisce dall’Inghilterra ad Agerola nel 1845 portando due vacche gravide, un torello e una vitella di razza Jersey. Il generale era convinto che incrociando i meticci locali con gli esemplari della Jersey poteva ottenere una razza adatta a vivere nei monti Lattari fornendo anche latte e carne di prima qualità. Ed ecco che i discendenti di quelle del generale ancora oggi presentano un mantello di colore bruno con tonalità più chiara nella regione addominale che diventa nero nei tori, tutti gli esemplari sono riconoscibili per la riga dorso lombare più chiara del colorito del mantello.


La carne dell’Agerolese è solo alla Perol Carni ad Eccellenze Campane, via Brin 69. Napoli.

domenica 27 ottobre 2013

Nasce il centro ricerche PEROL

Firmato il protocollo d'intesa tra la PeRoL Carni e l'Università degli Studi di Napoli Federico II per la realizzazione del 1° Centro sperimentale per la lavorazione e la trasformazione delle carni e il miglioramento genetico con sede a Ruviano (CE).



Il Centro si occuperà delle tecniche di miglioramento genetico e della selezione animale; studierà le relazioni tra alimentazione e qualità dei prodotti; svolgerà ricerche in tema di benessere animale, di sostenibilità ambientale degli allevamenti zootecnici e della prevenzione delle patologie connesse alla densità degli allevamenti e degli altri fattori di stress; curerà lo studio, la caratterizzazione genetica e le strategie di conservazione delle razze autoctone, in particolare quelle della Regione Campania; sperimenterà la creazione di prodotti innovativi carnei di tutte le specie animali con la messa a punto di specifici disciplinari di produzione relativi alla loro certificazione; attiverà sistemi di divulgazione mediante la formazione, la qualificazione e l'aggiornamento dei tecnici del settore ed azioni di promozione.


Per info: 349.5455101 (dott. Alberto Rossetti) - e.mail: perolcarni@libero.it

martedì 22 ottobre 2013

Il Caciocavallo del Re dell'Alto Casertano

di Giovanni Lavornia

Il Bollino di Tutela
Un prodotto "Reale" non solo per il suo toponimo legato alla scoperta da parte del Sovrano, ma soprattutto in virtù del suo impareggiabile gusto e del suo inimitabile sapore che lo pongono indiscutibilmente fra le eccellenze agroalimentari della "olim Terra Felix". Proprio dai comuni dell’Alto Casertano, tra cui Dragoni, Alvignano, Ruviano, Caiazzo, Castel di Sasso, Pontelatone, Piana di Monte Verna, Baia e Latina, Pietramelara, Pietravairano, Alife e Gioia Sannitica, arriva la migliore produzione di latte vaccino controllato e selezionato, dalla cui artigianale ed antica trasformazione è possibile gustare il "Caciocavallo del Re", indubbiamente riservato ai palati più raffinati ma capace di far innamorare anche chi non ha mai amato i formaggi.


Un progetto, voluto fortemente dall’associazione Patto per l'Alto Casertano (www.ppac.it), in collaborazione con il professor Vincenzo Peretti del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, che vuole lanciare questo prodotto di nicchia che racchiude in sé Storia, Qualità e Tradizioni. Si racconta che il Re Ferdinando I di Borbone, detto anche Re Lazzarone e Re Nasone, durante una sua visita nel medio Volturno abbia assaggiato un caciocavallo e pare ne abbia commissionati più di mille chiedendo che fosse messa nella testa dello stesso un'oliva caiazzana. Da qui il nome di "Caciocavallo del Re" che si distingue dagli altri dal sapore unico ed inconfondibile e dall’oliva schiacciata caiazzana nella testa. Questo prodotto è indubbiamente entrato di diritto nella nouvelle cuisine, tanto da vivere una seconda giovinezza, ed è la proposta dell’Alto Casertano da gustare nelle diverse fasi di riposo: fresco, affumicato, stagionato medio (6 mesi) e stagionato lungo (12 mesi ed oltre); fresco dopo appena 7 giorni dalla produzione accompagnato da vino Pallagrello bianco o stagionato, accompagnato da miele di castagno e vino rosso Pallagrello o Casavecchia.

Il "Caciocavallo del Re" è candidato ad essere il prodotto di riferimento di un territorio incontaminato, quale l'Alto Casertano, la cui vocazione è agricola e nel cui territorio si ha ancora rispetto della terra e dei prodotti che la stessa offre; le emozioni, le sensazioni, le tradizioni nella produzione, nella conservazione e nella condivisione di un prodotto eccellente danno un valore maggiore al "Caciocavallo del Re" in totale sinergia con l’ecosistema e con l’ambiente. L’unico capace di far sognare chi lo mangia; bisogna assaporarlo nei luoghi giusti, in famiglia, in campagna, magari nei comuni di origine, nei numerosi agriturismi esistenti nell'Alto Casertano che offrono prodotti genuini e controllati.